silvia benettollo - Orchideria di Morosolo - una medicina per l' anima

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Intervista a Silvia

- Come si è verificato il tuo primo incontro con le orchidee? Come ti sei appassionato?
Mio nonno mi ha passato l'amore per le piante. Le orchidee mi hanno sempre incuriosita, ma per anni ho avuto un certo timore a comprarne una, perché temevo che fosse difficilissimo coltivarle e non volevo vedermela morire sotto agli occhi. Poi un giorno, in uno di quei centri commerciali per il bricolage, ho visto alcune phalaenopsis incellophanate e moribonde in super saldo. Non ho resistito alla richiesta di aiuto, ne ho presa una. A casa mia si è trovata bene: i fiori sono rimasti per mesi, e una volta sfiorita è nato un keiki! E' stata l'apripista, e tutt'ora gode di ottima salute.

- Da quanti anni?
Sono quasi tre anni
 
- Quante piante hai?
Ne ho circa una ventina, tutte da serra intermedia o calda.

- Quali piante costituiscono il cuore della tua collezione?
Ho diverse phalaenopsis (alcune "salvate" dai contenitori dell'Ikea, altre un po' più particolari - cornu cervii, pulcra, deliciosa - comprate in vivaio) ma recentemente ho acquistato anche altre specie.

- Attualmente quali preferisci? 
Mi piacciono tutte, hanno un potere quasi ipnotico. La prima cosa che faccio quando arrivo a casa la sera è andare a controllarle, e mi rilassano tantissimo. N
on so spiegarmi il perché, le altre piante, che pure mi piacciono, non mi fanno questo effetto. 
 
- Come coltivi? 
Non ho molto spazio, attualmente, quindi le ho sistemate quasi tutte su un mobile sotto ad una finestra con esposizione a sud-est. 
 
- Usi l'illuminazione artificiale? Se si di che tipo? Ne sei soddisfatto?
Niente illuminazione artificiale, solo le tende perennemente aperte.

- Solitamente gli appassionati trovano soluzioni a volte geniali per risolvere i vari problemi di coltivazione casalinga. Hai qualche idea da segnalare?
No, non posso considerarmi un'esperta nella coltivazione. Ho solo imparato che è bene non annaffiare troppo, ma aspettare che la corteccia sia bella asciutta prima di bagnare.

- E quali errori?
Ho fatto morire tre piante, purtroppo. Una era una phal. cornu cervii che non era piantata nella corteccia, come tutte le altre, ma me l'avevano venduta con un altro materiale (c'era anche del muschio) e io non mi sono resa conto che questo materiale ci metteva più tempo ad asciugare. Io la bagnavo come tutte le altre, col risultato che le radici sono marcite.
Per una miltonia (sempre di provenienza Ikea) non sono riuscita a trovare la collocazione giusta (troppa luce e troppo caldo, forse) mentre la cambria ha goduto di buona salute fino a un paio di mesi fa, e poi improvvisamente e senza un motivo apparente è diventata marrone e si è seccata. Per quest'ultima davvero non so darmi una spiegazione.

- E i tuoi sogni nel cassetto? 
Vorrei provare con le orchidee da serra fredda. Ho già in mente di "colonizzare" la veranda di mia nonna...
 
- La coltivazione e quindi la passione per le orchidee ha influito sul rapporto con te stesso e con chi ti sta vicino, se si in che modo?
Le orchidee mi trasmettono tranquillità. Forse il mio rapporto con gli altri non è cambiato, ma di certo ho affinato la mia capacità di saper aspettare, e recentemente un'amica mi ha detto che l'entusiasmo che metto nella cura delle mie piantine contagia tutti quelli che vengono a casa mia. 
 
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