News - Orchideria di Morosolo - una medicina per l' anima

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OrchideriaNews novembre
Carissimi amici delle orchidee,
Con i giorni che diventano sempre più corti il metabolismo delle orchidee rallenta e di conseguenza si concima a metà dose o anche meno (su questo argomento potete guardare su youtube un breve filmato dal titolo: ORCHIDEE SEMPRE BELLE CON IL MASTELLO DI DOBENECK) ora e per tutto l’inverno è ancora più importante bagnare solo quando il vaso è sicuramente asciutto (vaso leggero), ed è anche importante bagnare con acqua tiepida, l’ideale è 25-30°. Solitamente si mettono le orchidee sulle finestre, fate in modo che non siano troppo vicine ai vetri che solitamente sono freddi e occhio agli spifferi, sono micidiali, questo brano è tratto dell’e-book IL MONDO DELLE ORCHIDEE che potete scaricare gratuitamente dal sito PORTALE DEL VERDE: (…….) Attenzione poi agli sbalzi di temperatura repentini, a questo proposito ricordo un bellissimo articolo di un AOS BULLETIN (La rivista delle orchidee della American Orchid Society, ora si chiama ORCHIDS) di una ventina d’anni fa che rende bene l’idea, vi si diceva pressappoco così: “Ci sono signore che vivono in case caldissime e al mattino quando si alzano spalancano le finestre per cambiare l’aria, magari con temperature esterne sottozero, per capire se questa situazione va bene per le Phalaenopsis queste signore dovrebbero mettersi lì nude come le Phalaenopsis, allora capirebbero istantaneamente se è una cosa che va bene o no”. Geniale! 
OrchideriaNews maggio 2017
Carissimi amici delle orchidee,
finalmente anche da noi è arrivato il caldo, fino all’altro ieri in serra andava ancora il riscaldamento, in questo periodo per favorire lo sviluppo delle nuove vegetazioni si concima con un fertilizzante ad alto contenuto di azoto tipo 30-10-10 alternato a nitrato di calcio.
Chi ha un giardino o un grande terrazzo, da questo mese può cominciare a portare le piante all’aperto, il modo più pratico per capire quando è il momento giusto è di farlo in base agli abiti. Quando si mette il cappotto nell’armadio si portano all’esterno le piante da freddo, ad esempio i Cymbidium, Dendrobium da freddo, Zygopetalum ecc. quando ci si leva la giacca è la volta delle piante da temperato, fra quelle più conosciute: Brassia, Cambria, Cattleya, Miltonia, Oncidium ecc. Quando ci si toglie il maglione è la volta delle orchidee da caldo come le Phalaenopsis. In autunno si seguirà lo stesso metodo, quando si toglie il maglione dall’armadio è ora di ritirare le orchidee da caldo e così via. Le piante verranno poi posizionate secondo le loro esigenze di luce, restando fra i generi più diffusi: Cattleya, Cymbidium e Vanda andranno posizionate in modo che possano avere molta anche mezza giornata di sole diretto evitando le ore centrali del giorno, le Cambria, Miltonia, Oncidium vogliono ambiente luminoso ma non il sole diretto, se non al mattino o nel tardo pomeriggio, Paphiopedilum, Miltoniopsis, Phalaenopsis e Zygopetalum sono invece da ombra, per le Phalaenopsis è anche importante che siano riparate dagli acquazzoni. Le piante devono essere poste in luoghi dove sicuramente non ristagni acqua.

OrchideriaNews
Carissimi amici delle orchidee,
come sapete tutti quando in casa rifiorisce un’orchidea la gioia che proviamo allunga la vita, si dice che i dispiaceri accorciano la vita di conseguenza una gioia così grande l’allunga, le emozioni negative inibiscono le nostre difese immunitarie mentre quelle positive le stimolano, (sempre di conseguenza) le orchidee sono un toccasana per la nostra salute, ma non solo, sono anche una medicina per l’anima. Da diversi anni mi piace fare i corsi sulle orchidee, il modo migliore di coltivarle ma anche le storie e le leggende che le accompagnano e le rendono ancora più belle e seducenti.
Ultimamente con PORTALE DEL VERDE abbiamo pubblicato l’e-book IL MONDO DELLE ORCHIDEE che si può scaricare gratuitamente dal sito www.portaledelverde.it
e da un paio di settimane sempre con PORTALE DEL VERDE abbiamo realizzato
brevi filmati sul mondo delle orchidee, finora ne sono stati pubblicati una ventina ed altri sono in preparazione, praticamente sono una specie di “corso virtuale”, i video li potete vedere su youtube portale delverde oppure, sempre su youtube digitando “orchidee giancarlo pozzi”.

Chi invece vuol seguire i corsi “dal vivo” i prossimi saranno:
domenica 7 maggio corso gratuito dalle 14 alle 15 nell’area corsi di ORTICOLA, la grande e bellissima mostra-mercato di piante rare che si svolge a Milano nei giardini di via Palestro.

corso lungo all’ORCHIDERIA con esercitazione pratica di rinvaso si può scegliere fra il corso di venerdì 12, sabato 13 o domenica 14 maggio, questo corso è a pagamento ed a numero chiuso (massimo 15 persone e si svolgerà solo con un numero minimo di 5 partecipanti) dura circa 3 ore e mezza, (inizio ore 14) costa € 50 e comprende il libro ORCHIDEE, LA BELLEZZA CI SALVERA’ ed una pianta di Phalaenopsis che ogni partecipante rinvaserà.

domenica 4 giugno a Bobbio corso gratuito dalle 14 alle 15 nel castello di Bobbio a FIORI AL CASTELLO 3° edizione della mostra-mercato di piante insolite che si svolge nel castello di Bobbio (PC)
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E sempre per chi ama leggere un libro cartaceo e non digitale il mio ultimo libro è
ORCHIDEE, STORIE & PERSONAGGI
, pag 276, € 13,77 edito da create space (amazon) e acquistabile su www.amazon.it
Questo è un brano tratto dal libro:
Ma le orchidee sono un genere superfluo? Qualche mese fa su facebook, nel gruppo “Orchidee, una medicina per l’anima ho posto questa domanda: “Le orchidee sono superflue?” Tra tutte le risposte ho selezionato queste:

Daria R. “Una volta lessi "Comprate emozioni, non cose materiali": ecco cosa sono le orchidee, emozioni!”

Perla R. “Io quando le curo perdo il senso del tempo e dimentico tutto, è l’estasi meravigliosa”

Anna M. “Condivido pienamente il tuo pensiero, mi piace pensare che la bellezza di un fiore possa accrescere la bellezza interiore di ognuno e aiutare ad assumere un atteggiamento positivo verso il quotidiano”.

Grazia D. “Io ho tre Phalaenopsis sulla scrivania del mio ufficio. E’ un buon posto, vicino ad una grande vetrata, esposta a ovest con le temperature giuste. Mi sono resa conto che nei momenti difficili, di stress e tensione, alzarmi, controllare le foglie, sfiorare i fiori e fare due parole con loro mi rilassa, è come se facessi una meditazione lampo. NO, le orchidee NON sono un genere superfluo”.

Gabriella C. “Sono arrivata ad avere 70 orchidee, l’ultima comprata pochi giorni fa, e mio marito mi dice: “E’ superflua…ne hai tante.” Non è vero! Occuparmi delle mie orchidee mi dà tanta serenità, e vederle rifiorire tantissima gioia, e di gioia e serenità di questi tempi non ne abbiamo mai abbastanza!”

Adelindo G. “Secondo me sono superflue... come tutte le cose davvero importanti della vita. La soddisfazione dei bisogni primari è cogente, non ci lascia liberi.
Poi c'è quello che scorre in più ('superfluo' vuol dire proprio questo: super fluit, ciò che scorre in maggiore abbondanza, ciò che arriva in più rispetto allo stretto indispensabile) ed è ciò che dà colore, sapore, tono alla vita, che la trasforma e qualifica in una storia personale unica e irripetibile. In questi tempi di crisi vediamo tanta gente che è costretta a privarsi del superfluo. E intristisce. Perché "non di solo pane vive l'uomo" e un uomo felice non è un uomo che mangia e dorme regolarmente (figurarsi quando manca pure quello... lì la storia diventa tragedia).
Ben venga quindi il superfluo delle nostre piante, che colorano e illuminano queste giornate di inverno meteorologico e anche l'inverno della vita”.

Elisa G. “Viviamo una vita piena di cose superflue, appena ci stanchiamo le buttiamo. Con le orchidee non succede. Anche se non fiorisce, se ci fa dannare, continuiamo a metterci l’anima con la speranza che prima o poi fiorirà. Ed è proprio quella speranza che non le fa diventare superflue!”

Grazia C.V. “Nulla è così essenziale come il superfluo…certo si può vivere senz’arte, musica, pittura, senza cinema, fotografia, profumi, libri…ma la vita è questo e tutto ciò che la rende degna di essere vissuta: un’ideale, una missione, la perfetta divinità di un fiore”.

Maria Ida M. “Parlare di superfluo mi sembra superfluo!!! Le piante fanno pensare quando non crescono o si ammalano, dà piacere vederle crescere, portano allegria quando fioriscono, dà serenità il solo guardarle! L’unica cosa da fare è volerle bene”.

Perla R. “Meglio un’orchidea che un antidepressivo, l’orchidea rilassa la mente e l’anima”.

Giuseppe S. di Ancona. Allungo una frase non mia: le orchidee non servono proprio a niente, come il lupo e Beethoven.


Carissimi amici delle orchidee,
è disponibile l’e-book IL MONDO DELLE ORCHIDEE di giancarlo pozzi
che potete scaricare gratuitamente dal sito
approffitatene!

OrchideriaNews febbraio 2017

Questa volta voglio parlarvi di Odoardo Beccari, un grandissimo personaggio delle scienze naturali che meriterebbe fossero eretti  monumenti in sua memoria ed invece in Italia è sconosciuto. Questo brano sarà nel prossimo libro-  Voglio ringraziare Iacopo Lazzareschi Cervelli per avermi trovato le biografie di Odoardo Beccari.
 
*Beccari  Quando ho iniziato a fare ricerche sul Bulbophyllum beccarii e sul suo scopritore Odoardo Beccari man mano che approfondivo le notizie su questo grandissimo personaggio tra me e me pensavo “Ma com’è possibile! Mi sembra incredibile che non abbia mai sentito parlare di un personaggio così grande” In effetti in Italia Odoardo Beccari è praticamente sconosciuto, gli unici che lo conoscono sono pochissimi studiosi ad alto livello di botanica e zoologia, eppure Odoardo Beccari è stato uno dei più grandi naturalisti che siano esistiti.
Molte specie animali e vegetali portano il nome ‘beccarii’ in suo onore, per restare nella botanica, Odoardo Beccari é immortalato da ben 366 specie di piante!
Solamente tra le Orchideaceae gli sono state dedicate le seguenti specie: Arachnis beccarii, Bulbophyllum beccarii, Ceratostylis beccariana, Coelogyne beccarii, Dendrochilum beccarii, Goodyera beccarii, Habenaria beccarii, Leptorkis beccarii, Liparis beccarii, Luisia beccarii,
Nephelaphyllum beccarii, Oberonia beccarii, Pholidota beccarii, Phyllorkis beccarii, Polystachya beccarii, Sarcanthus beccarii, Sarcopodium beccarianum, Thrixspermum beccarii, Vandopsis beccarii,Vrydagzynea beccarii.
Nato a Firenze Odoardo Beccari (1843-1920) rimase orfano di padre e di madre in tenera età, fu adottato da uno zio materno che all’età di 10 anni lo fece studiare nel prestigioso Real Collegio Ferdinando di Lucca, il vice rettore e prefetto degli studi del collegio era l’abate Ignazio Mezzetti appassionatissimo cultore delle scienze naturali e della botanica in particolare, colpito dalla grande passione per le piante che già dimostrava, il giovanissimo Beccari  divenne l’alunno prediletto dell’abate Mezzetti che lo incoraggiò nello studio delle scienze naturali. Beccari fù sempre riconoscente all’abate Mezzetti che ricordò con stima ed affetto e al ritorno dal viaggio nel Borneo volle che un nuovo genere di piante della famiglia della Anonaceae da lui scoperto portasse in suo onore il nome di Mezzettia con la seguente dedica: “Questo genere è dedicato all’abate Ignazio Mezzetti di Lucca a cui vado debitore d’avermi iniziato agli studi delle scienze naturali e che in particolare diresse i miei primi passi nello studio della botanica”.
Beccari ha fatto pratica all’Orto Botanico di Lucca dove già a 13 anni iniziò le sue ricerche naturalistiche. Nel 1861 frequentò la facoltà di scienze naturali all’università di Pisa e nel 1863 all’università di Bologna dove si laureò e poco dopo conobbe un altro giovane naturalista, il  marchese Giacomo Doria* di Genova di cui fu amico per tutta la vita, probabilmente l’unico amico perché Odoardo aveva un carattere difficile e non era facile essergli vicino, i due progettarono un viaggio di esplorazione della regione malese del Sarawak nel Borneo nord occidentale.
Per prepararsi al viaggio Beccari si recò a Londra dove c’erano grandi collezioni di storia naturale per acquisire familiarità con flora e fauna del Borneo, rimase a Londra da febbraio ad aprile 1865 consultando gli erbari del British Museum e dei Kew Garden, conobbe le più importanti autorità botaniche del tempo tra cui Charles Darwin, Hooker, e sopratutto Sir James Brook, il Rajah di Sarawak, reso famoso dai racconti di Salgari (Sandokan) che gli promise il suo appoggiò presso il nipote reggente in sua assenza il governo di Sarawak.
Nell’aprile 1865, aveva 22 anni (la stessa età che aveva Darwin quando partì per il viaggio attorno al mondo) in compagnia di Giacomo Doria, di 25 anni, partì per Sarawak dove rimase 3 anni esplorando la regione e raccogliendo una gran quantità di materiale naturalistico. Nel 1868 per motivi di salute tornò a Firenze, e si dedicò allo studio delle sue raccolte, in questo periodo fondò finanziandolo di tasca propria il “NUOVO GIORNALE BOTANICO ITALIANO” di cui fu direttore per 3 anni, questo giornale godette di grande considerazione anche all’estero.
Ripartì nel 1871 con Luigi Maria D’Albertis per la Nuova Guinea, un’immensa isola quasi inesplorata ma poco tempo dopo il loro arrivo D’Albertis si ammalò seriamente e Beccari dovette abbandonare le sue ricerche naturalistiche per accompagnare il suo collega ad Amboina dove si sarebbe imbarcato su una nave per l’Italia, Beccari rimase in Indonesia esplorando molte isole e fece ingenti raccolte di materiale botanico e zoologico, ma il suo sogno era di tornare in Nuova Guinea per completare il lavoro appena iniziato e che aveva dovuto interrompere per i problemi di salute del compagno.
Fino ad allora Beccari aveva pagato di tasca propria le sue esplorazioni ma ora non aveva soldi sufficienti per organizzare la spedizione in Nuova Guinea, allora scrisse all’amico Giacomo Doria che l’aveva accompagnato nel primo viaggio a Sarawak, Doria interessò le autorità genovesi che stanziarono 15.000 lire per finanziare le ricerche di Beccari che nel gennaio 1875 partì per la Nuova Guinea e fece grandi raccolte di materiale naturalistico che inviò al Museo di Storia Naturale di Genova.
Nel 1876 si recò in India, Australia, Tasmania e Nuova Zelanda, l’anno seguente esplorò le foreste montane di Sumatra dove fece la scoperta che lo rese famoso, la più grande delle Araceae: l’Amophophallus titanus, l’infiorescenza più grande del mondo che può aggiungere i tre metri di altezza, ma anche la più piccola delle Araceae: la Microcasia pygmaea.
Nel 1877 mentre Beccari si trovava a Sumatra moriva il direttore del Giardino Botanico di Firenze, il celebre professor Filippo Parlatore molto apprezzato anche all’estero e che aveva portato ad altissimi livelli quell’istituzione e l’amministrazione pensò che l’unica persona degna di succedere all’illustre professore fosse Beccari e il 26 marzo 1788 lo nominò direttore del Giardino Botanico di Firenze e da quel momento Odoardo si considerò un membro di quella istituzione.
Dopo il viaggio in Australia si trovò ancora a corto di soldi e la Compagnia Olandese delle Indie Orientali gli chiese di vendere all’erbario di Bogor le sue collezioni a fronte di una considerevole somma di denaro in contanti e la nomina di raccoglitore botanico del giardino di Bogor, cosa che l’avrebbe facilitato la continuazione delle sue esplorazioni.
Ma Beccari preferiva che i suoi materiali restassero in Italia, infatti si era molto risentito dal fatto che D’Albertis avesse venduto agli inglesi i materiali raccolti in Nuova Guinea.
Le collezioni di Beccari consistenti in 21.000 tavole d’erbario, 2.400 esemplari sotto alcool, 800 frutti e 200 campioni di legname erano state valutate 75.000 lire, l’Istituto di Studi Avanzati di Firenze gli offrì un vitalizio di 5.000 lire all’anno, Beccari rifiutò la più sostanziosa offerta olandese e accettò quella di Firenze a patto che tutti i suoi materiali naturalistici fossero affidati al museo di Storia Naturale di Firenze e che fossero a sua disposizione per tutta la vita e lui si sarebbe occupato del loro studio e conservazione.
Tornato a Firenze il 28 dicembre 1878, aveva 35 anni, fu nominato direttore del Gabinetto Botanico del Giardino dei Semplici, il suo sogno era di rinnovare quell’istituzione per portarla al livello dei più prestigiosi Giardini Botanici Europei. Beccari era un gran lavoratore, aveva un carattere autoritario ed era molto determinato nel fare le cose ed aveva imposto un ritmo di lavoro a cui i dipendenti del Giardino Botanico non erano abituati inimicandosi molti dipendenti soprattutto nell’amministrazione e l’ambiente ostile lo portò alle dimissioni.
 
Il 23 gennaio 1881 sposò Nella Goretti De Flaminj ed ebbe quattro figli si stabilì nella villa ereditata dal padre, il castello del Bisarno vicino a Ripoli, aveva un carattere difficile ma con la moglie ed i figli fu sempre dolcissimo.
In seguito, fino alla morte, proseguì in solitudine gli studi del materiale raccolto nei suoi viaggi in un modestissimo gabinetto botanico in poche anguste piccole stanze dell’ultimo piano del Museo, da solo come un eremita senza assistenti e nessun aiuto produsse una mole di lavoro scientifico sia per qualità che quantità ben superiore a molti suntuosi laboratori botanici italiani.
Fra le sue tante pubblicazioni: “Studio delle piante formicarie”, “Le capanne e i giardini dell’Amblyornis inornatUS”, THE ORIGINAL AND DISPERSAL OF COCOS NUCIFERA” e “NELLE FORESTE DEL BORNEO, VIAGGI E RICERCHE DI UN NATURALISTA”, “quest’ultimo libro divenne famoso in tutto il mondo e tradotto in molte lingue. E fra le tante scoperte fu il primo ad osservare una connessione tra le zanzare e la malaria.
Per i suoi meriti di naturalista nel 1904 fu accolto come socio all’Accademia dei Lincei.
Morì il 25 ottobre 1920 all’età di 77 anni e le sue spoglie riposano nel cimitero di Soffiano nei dintorni Firenze.
Visse sempre in modo frugale, nelle sue spedizioni aveva pochissimi vestiti, una camicia di cotone un paio di pantaloni, un cappello di paglia e camminava come gli indigeni a piedi nudi. E fu anche sempre parsimonioso nelle sue spese di viaggio, le tre spedizioni di Beccari in Nuova Guinea costarono complessivamente 75.000 lire e quella in Borneo 45.000 lire, poca cosa se paragonate alla spedizione olandese di Teyismann in Nuova Guinea, tra l’altro fallita, costata 200.000 fiorini equivalenti a 480.000 lire e quella tedesca sempre in Nuova Guinea costata 360.000 marchi, circa 700.000 lire.
Fra le tante specie animali e vegetali “scoperte” da Beccari spicca per stranezza: l’Amblyornis inornatus, un singolare uccello della Nuova Guinea parente stretto del bellissimo uccello del paradiso, che ai piedi di un albero costruisce una grande capanna davanti alla quale crea un giardino con sottofondo di muschio su cui fa composizioni di bacche, gusci di lumache, sassi , frutti e fiori colorati e quando appassiscono continuamente li sostituisce con altri freschi e per questo è conosciuto come “l’uccello giardiniere”. Capanna e giardino dell‘Amplyornis inornatus sono le costruzioni più decorate realizzate da un animale diverso dall’uomo. Sembra che costruisca capanna e giardino per attirare le femmine e poiché l’Amplyornis inornatus non è né bello né colorato come l’uccello del paradiso crea questo piacevole giardino per compensare il suo aspetto modesto. Quest’anno compio 72 anni ma vedendo le capanne ed i giardini dell’Amblyornis inornatus mi sono meravigliato come un bambino.
 
Le palme erano tra le sue piante preferite, descrisse, classificò e illustrò 130 specie di palme, il suo è uno dei cataloghi più completi di queste piante ed è stato tradotto in diverse lingue ed in breve tempo si guadagnò la fama di autorità della famiglia delle palme a livello mondiale tanto che quasi non passava giorno che non gli arrivassero campioni di piante da  studiare da ogni parte del mondo. La società italiana delle palme in suo onore si chiama ”BECCARIANA”.
 
Anche per via del carattere Beccari fu trascurato dal mondo accademico italiano al contrario ebbe molti prestigiosi riconoscimenti internazionali.
Nei romanzi di Sandokan, Emilio Salgari descrive perfettamente le foreste, le piante, gli animali e l’ambiente del Sarawak, ma l’unico viaggio che fece fu una crociera nell’Adriatico, per i suoi racconti su Sandokan, Salgari si documentò sui resoconti che Odoardo Beccari inviava regolarmente a Firenze.
 
*Marchese Giacomo Doria (1840-1913) Mecenate, naturalista e viaggiatore nel 1867 fu il fondatore e per più di 40 anni direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Genova che porta il suo nome, fu anche senatore della Repubblica e dal 1891 al 1900 direttore della Società Geografica Italiana e per un breve periodo anche sindaco di Genova.
Carissimi amici delle orchidee,

vi auguro che il un nuovo anno vi porti tutto quello che desiderate e anche tante bellissime fioriture, perché la bellezza delle orchidee è davvero una medicina per l’anima, e in questi difficili tempi di crisi lasciarci “rapire” dalla bellezza delle orchidee è come entrare in un’oasi di pace e serenità che rimuove ansie e preoccupazioni e ci rende pronti ad affrontare di nuovo la vita con uno spirito positivo.
Qualche tempo fa nel gruppo ORCHIDEE, UNA MEDICINA PER L’ANIMA ho posto la domanda “Ma le orchidee sono un genere superfluo? Ecco alcune risposte:

- Perla R. “Meglio un’orchidea che un antidepressivo, l’orchidea rilassa la mente e l’anima, io quando le curo perdo il senso del tempo e dimentico tutto, è l’estasi meravigliosa.

- Daria R. “Una volta lessi "Comprate emozioni, non cose materiali": ecco cosa sono le orchidee, emozioni!”

- Gabriella C. “Sono arrivata ad avere 70 orchide, l’ultima comprata pochi giorni fa, e mio marito mi dice: “E’ superflua…ne hai tante.” Non è vero! Occuparmi delle mie orchidee mi dà tanta serenità, e vederle rifiorire tantissima gioia, e di gioia e serenità di questi tempi non ne abbiamo mai abbastanza!”

- Grazia C.V. “Nulla è così essenziale come il superfluo…certo si può vivere senz’arte, musica, pittura, senza cinema, fotografia, profumi, libri…ma la vita è questo e tutto ciò che la rende degna di essere vissuta: un’ideale, una missione, la perfetta divinità di un fiore”.

- Maria Ida M. “Parlare di superfluo mi sembra superfluo!!! Le piante fanno pensare quando non crescono o si ammalano, dà piacere vederle crescere, portano allegria quando fioriscono, dà serenità il solo guardarle! L’unica cosa da fare è volerle bene”.

- Adelindo G. “Secondo me sono superflue... come tutte le cose davvero importanti della vita. La soddisfazione dei bisogni primari è cogente, non ci lascia liberi.

- Poi c'è quello che scorre in più ('superfluo' vuol dire proprio questo: super fluit, ciò che scorre in maggiore abbondanza, ciò che arriva in più rispetto allo stretto indispensabile) ed è ciò che dà colore, sapore, tono alla vita, che la trasforma e qualifica in una storia personale unica e irripetibile. In questi tempi di crisi vediamo tanta gente che è costretta a privarsi del superfluo. E intristisce. Perché "non di solo pane vive l'uomo" e un uomo felice non è un uomo che mangia e dorme regolarmente (figurarsi quando manca pure quello... lì la storia diventa tragedia).

Ben venga quindi il superfluo delle nostre piante, che colorano e illuminano queste giornate di inverno meteorologico e anche l'inverno della vita”.
Orchiderianews

anche se i giorni si stanno pian piano allungando siamo nel pieno dell’inverno (da me stamattina il termometro segnava -9°) e in questo periodo è importante:
- bagnare sempre con acqua tiepida, 25-30°
-in inverno date tutta la luce possibile ma non posizionatele troppo vicino ai vetri
che solitamente sono freddi
-cambiate l’aria nelle ore più calde, basta socchiudere una finestra per pochi secondi
facendo in modo che l’aria fresca non investa direttamente le piante
- con poca luce concimate a metà dose o anche meno (per la legge del minimo)
LA LEGGE DEL MINIMO 
(questo brano sarà nel prossimo libro)
La legge del minimo è stata formulata nel 1928 dal botanico tedesco Carl Sprengel poi ripresa e resa famosa da Justus Von Liebig, (chimico tedesco che non ha niente a che fare con il brodo omonimo). Questa legge spiega che la crescita degli esseri viventi non è regolata dagli elementi disponibili ma dall’elemento più scarso, detto “fattore limitante”. Nella seconda metà del 1800 un altro tedesco, il professore Dobeneck ideò una figura “geniale” per rendere comprensibile ai suoi alunni in modo semplice la legge del minimo: il mastello di Dobeneck. In questo mastello i vari elementi necessari alla crescita sono rappresentati dalle doghe del mastello stesso.
I fattori più importanti, rappresentati nel mastello da doghe più larghe sono: acqua, luce, ossigeno, anidride carbonica, temperatura, ventilazione, azoto, fosforo e potassio, poi il calcio e infine con doghe di larghezza sempre più piccola i microelementi: magnesio, zolfo, boro, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto e ferro ed in percentuali minime tanti altri. La figura rende chiaro che l’acqua esce dalla doga più bassa del mastello, in questo caso il fosforo, se anche si allungano le doghe di azoto o altri elementi l’acqua uscirà comunque dalla doga del fosforo, che in questo caso rappresenta il fattore limitante. Se si allunga la doga del fosforo l’acqua uscirà dal mastello dalla doga più bassa che sarà il nuovo fattore limitante.
Se uno qualsiasi degli elementi è presente in percentuale insufficiente limita l’assorbimento di tutti gli altri, ed in inverno con luce debole e per poche ore al giorno il fattore limitante è la luce, per cui si deve concimare meno e a dosi ridotte perché la pianta utilizza meno concime e gli eccessi non utilizzati si accumulano creando problemi di salinità.
 
Questo disegno del mastello di Dobeneck l’ho copiato dal web, però per il prossimo libro mi serve un disegno “originale”….c’è qualcuno che si offre?

OrchideriaNews

Carissimi amici delle orchidee,
trovate in allegato le prime 14 pagine dell’e-book IL MONDO DELLE ORCHIDEE che si potete scaricare gratuitamente dal sito IL PORTALE DEL VERDE

OrchideriaNews Novembre

Carissimi amici delle orchidee,
da qualche mese collaboro con PORTALE DEL VERDE www.portaledelverde.it
La piattaforma online dedicata a tutti coloro che amano il Verde e sono appassionati di piante. Portale del Verde è l'enciclopedia online del giardinaggio : agile, dinamica, sempre a portata di mano, per esplorare, approfondire, conoscere e ricercare le varietà di piante più coltivate ed apprezzate in Europa. 
Oltre 5000 nomi di varietà, accompagnate da schede informative illustrate, con tutti i segreti ed i trucchi per far crescere la tua pianta forte e rigogliosa in ogni giardino, balcone, aiuola e spazio verde. Dal giardiniere in erba al professionista, Portale del Verde offre una risposta efficace e competente a tutte le esigenze di approfondimento quotidiano.
Una guida pratica ed intuitiva al mondo del Verde, con ampio spazio dedicato alle principali novità del settore, agli eventi e agli appuntamenti imperdibili del calendario "green".Un elenco online aggiornato di aziende che operano nel settore del Verde: vivai, garden center, giardinieri e imprese di progettazione e realizzazione spazi verdi, per permetterti di trovare sempre l'impresa più vicina alle tue necessità. Un blog di giardinaggio ricco di contenuti interessanti ed originali, proposti da professionisti e da alcune delle voci più competenti del settore del Verde. Le risposte personalizzate degli esperti ai quesiti dei lettori, infine, esercitano la funzione di consulenza autorevole, in grado di risolvere problemi comuni e di rispondere alle domande più frequenti e rilevanti sui temi più rilevanti del mondo del giardinaggio.
Con portale del verde abbiamo fatto un e-book di pagine che potete scaricare gratuitamente (assieme ad altri 16 e-book di giardinaggio) dal sito portale del verde.



NUOVI PRODOTTI NON TOSSICI PER PROTEGGERE LE PIANTE DAI PARASSITI
Ultimamente le nuove normative hanno creato notevoli restrizioni nell’uso dei fitofarmaci (insetticidi e fungicidi) con la conseguenza che sono arrivati sul mercato molti prodotti alternativi a base di microorganismi per combattere i vari patogeni sia animali che vegetali, (già da qualche anno, su consiglio del tecnico, uso il fosfito di potassio come stimolante delle difese immunitarie delle piante), il magazzino dove mi servo solitamente ora ha un grande scaffale pieno di prodotti biologici repellenti e antagonisti dei vari patogeni da utilizzare in alternativa ai fitofarmaci.
Sempre su consiglio del tecnico dallo scorso marzo ho usato un prodotto che si chiama ORGAN STAR, è un concime organico a base di alghe e lieviti che stimola le difese immunitarie delle piante e 2 prodotti ASCOFLUID (detto puzzone, indovinate perché) e RIZOAID che mi ha dato da provare un amico rappresentante, di sicuro le piante hanno gradito e da quando li uso, circa 8-9 mesi, non ho avuto necessità di utilizzare nessun fungicida.
Ora il tecnico mi ha consigliato i prodotti C 503 per gli insetti e C 502 per funghi, li vende la ditta LARN che trovate facilmente in rete, ci sono vari tipi di C 503: per cocciniglie, acari, tripidi, afidi ecc e idem per C 502 per i funghi. Il tecnico mi ha detto che ha testato questi prodotti e funzionano bene, poi non costano molto, le confezioni da litro circa € 20 e quelle da 250 cc circa € 8. Li ho utilizzati ieri per la prima volta e fra qualche mese vi dirò come funzionano. Il grande vantaggio di questi prodotti è che non hanno tossicità, e soprattutto non avremo più piante “avvelenate”.
 
dal libro ORCHIDEE, STORIE & PERSONAGGI 2° edizione, pag 276, € 13,77
Trattamenti con fitofarmaci
(insetticidi e fungicidi)
Se per curare le piante usate fitofarmaci (fungicidi ed insetticidi) tenete presente che possono essere pericolosi per voi e per gli animali domestici per cui:
-Leggete ed attenetevi minuziosamente alle istruzioni riportate sull’etichetta del fitofarmaco, ogni prodotto ha un suo dosaggio ottimale e, contrariamente a quello che molti pensano, aumentare il dosaggio non ne aumenta ma diminuisce l’efficacia e può creare danni alle piante.
-Proteggetevi con guanti in lattice, una mascherina e un impermeabile tipo K-way.
-Conservate i prodotti nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.
-Alcuni fitofarmaci persistono sulle piante anche più di un mese, fate in modo che i bambini non lecchino, mangino o tocchino piante trattate.
-Quando utilizzate fitofarmaci, allontanate frutta, verdura ed altri cibi dalla zona trattata.
-Trattate solo le piante evitando che parte del fitofarmaco vada a finire su mobili, tende, tappeti ecc.
-Una buona regola è di stendere un foglio di plastica ad esempio nella vasca da bagno e sopra mettete tutte le piante da disinfettare, aprite le finestre e dopo il trattamento aspettate un giorno prima di rimettete a posto le piante poi buttate il foglio di plastica e sciacquate la vasca da bagno.
-Tutti i trattamenti devono essere fatti al mattino presto o alla sera, mai nelle ore più calde del giorno.
-Dopo il trattamento lavate bene gli strumenti utilizzati.

OrchideriaNews ottobre
 
Carissimi amici delle orchidee,
è arrivato l’autunno con notti fresche e a volte fredde, mercoledì e giovedì dalle mie parti sono arrivata le prime brinate e ora bisogna ritirare tutte le piante, anche quelle da freddo. Le orchidee sono come le ciliegie, una tira l’altra ed è abbastanza comune che quando si ritirano occupino sempre più spazio.
Cercate di non ammassarle troppo, ogni pianta ha bisogno di un suo spazio vitale, le foglie si possono sovrapporre leggermente ma non troppo e per evitare che si formino zone di aria stagnante è utile un piccolo ventilatore, se le piante non sono moltissime va bene un ventilatorino da computer, costa poco, consuma pochissimo e non si ferma mai.
Da fine ottobre anche le piante da ombra possono stare al debole sole diretto dei nostri inverni, se le posizionate sui davanzali delle finestre fate in  modo che le piante, soprattutto quelle da caldo come le Phalaenopsis non siano troppo vicine ai vetri, solitamente freddi e fate in modo che siano lontane da porte che si aprono verso l’esterno, gli spifferi d’aria fredda sono molto pericolosi, per questa ragione se aprite le finestre fatelo solo nelle ore più calde del giorno.
D’ora in avanti anche le bagnature vanno fatte con acqua tiepida, intorno ai 30°.
Volendo potete integrare la luminosità con un piccolo impianto di illuminazione artificiale e le piante vi ricompenseranno con una miglior crescita e stupende fioriture. Fino a poco tempo fa si usavano costosi impianti a vapori di sodio e ioduri metallici, ora si usano i LED, costano poco, durano moltissimo e non scaldano, nel caso decidiate di usare i LED dovete fare un mix di 30% luce calda e 70% luce fredda.
E poi l’illuminazione artificiale ha ottimi  effetti collaterali, chi la usa dice che in casa diventa tutto più bello ed allegro, c’è meno malinconia e si litiga meno in famiglia….cosa aspettate?
 
Uno dei più temuti parassiti delle orchidee è la cocciniglia che si propaga velocemente ed in poco tempo uccide le piante, oltre agli insetticidi specifici si può usare un efficace insetticida casalingo diluendo in 1 litro d’acqua 5cc di LAST AL LIMONE o detersivo per piatti simile e 10cc di olio di soia, finora usavo 5cc di olio di soia ma ieri il tecnico mi ha detto che si può arrivare tranquillamente a 10cc. Per diluirlo mettete in poca acqua il Last al limone e l’olio di soia, mescolate bene con una bacchetta e mescolando aggiungete il resto dell’acqua, quindi spruzzate bene tutta la pianta, anche sotto le foglie. (Il modo più semplice per misurare i cc è di utilizzare una siringa)
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Carissimi amici delle orchidee,
al nord le notti cominciano a farsi più fresche e se quando si esce la sera si mette uno spolverino sopra la camicia  è ora di ritirare le piante da caldo come le Phalaenopsis. In caso di malattie o infestazioni di insetti o funghi è bene intervenire immediatamente, per questo è importante controllare frequentemente le piante, se una pianta ha un problema bisogna immediatamente isolarla dalle altre per evitare contagi, poi serve capire qual è il problema ed intervenire all’inizio prima che si propaghi.
Un grosso problema per le orchidee sono le limacce, piccole lumache senza guscio che in una sola notte fanno scorpacciate di foglie fiori e boccioli, veri disastri soprattutto per chi ha portato le piante all’aperto.
Si possono combattere con esche limacide, sono piccolissimi bastoncini blu a base di metaldeide, vanno sparse la sera, soprattutto dopo i temporali, solo che se si bagnano si decompongono.
Da qualche anno sono arrivate nuove esche limacide si chiamano DELICIA sono come lenticchie blu che durano diversi mesi e anche se si bagnano non si decompongono. Le limacce si possono catturare anche con la birra di cui sono ghiotte, la sera mettete dei sottovasi pieni di birra vicino alle piante e la mattina troverete tutte le limacce nei sottovasi, poi potrete liberarle in un prato o magari nel giardino del vicino sperando che anche lui non faccia altrettanto.
So che è non è piacevole parlare di malattie e insetticidi, la bellezza delle orchidee è davvero una medicina per l’anima, e non solo, ma sono “cose vive” e come tali soggette ad innumerevoli malattie e parassiti, per cui se si ammalano dobbiamo curarle.
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Carissimi amici delle orchidee,
dopo un inizio non proprio estivo ora anche dalle mie parti è arrivato il gran caldo e anche le orchidee ne soffrono, ricordate che le piante che crescono con buone condizioni di luce e temperatura e bagnate correttamente sono robuste e resistenti a parassiti e malattie, mentre quelle che non sono coltivate in modo ottimale saranno deboli e si ammalano facilmente, per cui è meglio cercare di mitigare questi eccessi di caldo, per tutte, ma particolarmente per quelle da fresco.
Non ci si stancherà mai di ripetere che la maggior parte delle orchidee muore per troppa acqua, ma con temperature troppo alte bisogna controllare frequentemente che non asciughino troppo perché possono morire anche di secco,
soprattutto quelle in vasi piccoli che con questo caldo asciugano rapidamente. 
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NEWS maggio 2016
Carissimi amici delle orchidee,
è una primavera strana, non mi era mai capitato di dover ancora riscaldare la serra a metà maggio, da noi in Lombardia le temperature minime sono tutt’altro che primaverili. In questo periodo normalmente si portano all’aperto le piante da temperato e si comincia con quelle da caldo, ma attenendosi alla regola dei vestiti* con temperature mattutine di 7-8° è sicuramente meglio aspettare.
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Chi ha un giardino o comunque la possibilità, durante l’estate può portare le piante all’aperto*. Per capire quand’è il momento giusto per portarle all’esterno, poiché le stagioni non sono uguali e variano molto da Aosta a Palermo, il sistema più pratico è di regolarsi con i vestiti**: quando si pone il cappotto nell’armadio è ora di portare fuori le orchidee da freddo, quando si mette la giacca nell’armadio è la volta di quelle da temperato, quando poi la sera si esce solo con la camicia si possono portare all’aperto quelle da caldo come le Phalaenopsis.

*Il soggiorno estivo all’esterno è molto gradito per la maggior parte delle orchidee, come scrive Adelindo di Roma nell’intervista “Ci sono piante che, a fine marzo, sembrano voler uscire dalla serra a tutti i costi, anche camminando sulle radici”.
**Questa regola va bene per persone normali, ad esempio il mio ex consuocero deve avere dei cromosomi da esquimese, non l’ho mai visto col cappotto, quando fa un gran freddo al massimo mette un maglione.
 
La primavera è il momento dello sviluppo delle nuove vegetazioni, le piante consumano molta energia e vanno sostenute con concimi ad alto titolo di azoto, tipo 30-10-10 alternato a nitrato di calcio, una buona regola è di concimare ogni 3 annaffiature, in pratica la quarta volta prima si annaffia con sola acqua e immediatamente dopo si riannaffia con acqua in cui è stato diluito il concime. Non si dovrebbe mai concimare una pianta asciutta, prima si bagna e subito dopo si concima.
Il fertilizzante va diluito alla concentrazione di 1grammo/litro, per Phalaenopsis, Cymbidium e Vanda si può arrivare anche a 2 grammi/litro, per i Paphiopedilum che sono più sensibili alla salinità mezzo grammo/litro. Ricordate che è sempre meglio bagnare e concimare al mattino in modo da arrivare a sera senza acqua in giro.
Questo sarebbe il periodo ideale per il rinvaso delle Phalaenopsis e delle altre orchidee monopodiali (con un solo piede), ma quest’anno, almeno da noi,  è meglio aspettare che le temperature divengano più adeguate alla stagione
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Carissimi amici delle orchidee,
la primavera è ormai alle porte, anche le piante lo sentono ed iniziano a spuntare i nuovi germogli, le punte delle radici diventano verdi e cominciano ad allungarsi, è il momento dei rinvasi delle piante che ne hanno bisogno, cioè quelle in cui la corteccia si è decomposta (ogni 3, massimo 4 anni la corteccia va sostituita) e quelle il cui la pianta è cresciuta ed il vaso è diventato troppo piccolo, in pratica “le scarpe son diventate troppo strette”. Per le piante in fiore è meglio aspettare la fine della fioritura che con il rinvaso potrebbe essere compromessa. Mentre per le Phalaenopsis meglio aspettare maggio.
Da marzo, per sostenere le nuove vegetazioni si comincerà a concimare con un concime con molto azoto ureico, il 30-10-10, alternato al nitrato di calcio.
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 il nuovo libro
ORCHIDEE, STORIE & PERSONAGGI seconda edizione,
pag 276, € 13,77,
è la nuova edizione con tante nuove orchidee, storie e personaggi.Il formato leggermente più piccolo 19,05 x 23,49 cm invece di 20,32 x 25,4 cm del precedente, ma decisamente più corposo: 276 pagine invece di 134.Come la prima edizione è pubblicato “PRINT ON DEMAND”, ossia all’ordine il libro viene stampato (uno alla volta) e spedito all’acquirente in 3 massimo 5 giorni, con questo sistema per mantenere un prezzo di copertina contenuto non deve contenere foto a colori, per questa ragione le poche foto sono in bianco e nero. A questo proposito attacco qui sotto uno stralcio del libro:….come editore ho scelto Create Space (Amazon), che stampa “Print On Demand”, cioè a prezzi modici, all’ordine stampa la singola copia e la spedisce all’interessato in 3-5 giorni. Chiaramente con questo sistema il libro dev’essere senza foto, altrimenti i costi salirebbero alle stelle.La prima edizione di questo libro è “uscita” il 27 gennaio 2013, circa un mese dopo, mentre ero in serra con un amico orchidofilo, uno di quelli che mi ha dato una mano per le correzioni del testo, è arrivata un’appassionata cliente di Milano con il libro in mano, la signora mi ha detto “Ho preso il nuovo libro, sì è bello, ma è senza foto, e un libro di orchidee senza foto è come Play Boy senza foto, non ha senso!” Volevo rispondere spiegando che era per una ragione di costi, ma il mio amico mi ha anticipato dicendo “No, non è così, Play Boy è da guardare, invece un libro è da leggere!”
L’ho trovata un’eccellente risposta.
 
Orchideria di Morosolo 
Floricoltura Edmondo Pozzi di Giancarlo Pozzi
P.I. 00838090124
via La Preja,4 - 21020 Casciago (VA) ITALY
tel./fax (+39) 0332820661 cell. (+39) 3291248363

 
 
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